Alan Turing

Alan Mathison Turing 
(Londra, 23 giugno 1912 – Wilmslow, 7 giugno 1954) è stato un matematico, logico e crittografo britannico, considerato uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo.

Il suo lavoro ebbe vasta influenza sullo sviluppo dell’informatica, grazie alla sua formalizzazione dei concetti di algoritmo e calcolo mediante la macchina di Turing, che a sua volta ha svolto un ruolo significativo nella creazione del moderno computer. Per questi contributi Turing è solitamente considerato il padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale, da lui teorizzate già negli anni trenta (quando non era ancora stato creato il primo vero computer).

Fu anche uno dei più brillanti crittoanalisti che operavano in Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale, per decifrare i messaggi scambiati da diplomatici e militari delle Potenze dell’Asse. Turing lavorò infatti a Bletchley Park, il principale centro di crittoanalisi del Regno Unito, dove ideò una serie di tecniche per violare i cifrari tedeschi, incluso il metodo della Bomba, una macchina elettromeccanica in grado di decodificare codici creati mediante la macchina Enigma.

Morì suicida a soli 41 anni, in seguito alle persecuzioni subite da parte delle autorità britanniche a causa della sua omosessualità.

Omocausto ieri e oggi

Nel corso del regime nazista tedesco, sulla base del Paragrafo 175, numerosi omosessuali furono internati in campi di concentramento insieme a Ebrei, Rom, Sinti, Jenisch e testimoni di Geova. A distinguere gli omosessuali dagli altri prigionieri era, nel caso degli uomini, un triangolo rosa cucito sulla divisa all’altezza del petto; nel caso delle donne, un triangolo nero. Si è soliti riferirsi allo sterminio degli omosessuali nei campi di concentramento nazisti come Omocausto. Si stima che gli omosessuali internati nei lager siano stati almeno 50.000.

Negli anni che vanno tra il 1933 e il 1945 si stima che almeno 100 mila uomini siano stati arrestati come omosessuali, di cui circa la metà sono stati condannati; la maggior parte di questi ha trascorso il periodo di detenzione assegnato nelle prigioni regolari, ma tra i 5 e i 15 mila hanno finito con l’essere internati nei vari campi. 
Solo a partire dagli anni ‘80 del ‘900 si è cominciato a riconoscere anche questo episodio di storia inerente alla più ampia realtà della persecuzione nazista. Nel 2002 infine il governo tedesco ha chiesto ufficialmente scusa alla comunità gay.

Ancora oggi nel mondo sono molti i paesi che perseguono e condannano omosessualità e transessualità o limitano  
fortemente con leggi specifiche la libertà delle persone Lgbtqi*. Moltissimi paesi africani ed arabi, ma anche paesi come la Russia di Putin, che nel 2013 ha introdotto la famigerata legge contro la “Propaganda gay” che istituisce di fatto l’omofobia di stato.

Per questa forte ostilità all’omosessualità e omofobia di stato, il regime russo di Putin viene oggi preso come punto di riferimento e considerato “Faro della civiltà occidentale” da molti movimenti di estrema destra, di integralisti cattolici e partiti politici europei.

Karl Heirich Ulrichs

Karl Heinrich Ulrichs [1825 – 1895], è uno fra i primissimi militanti del movimento di liberazione omosessuale della storia umana.

Nel 1862 Ulrichs svela alla famiglia e agli amici la propria sessualità, usando il termine “uranista”. 
Nei suoi saggi Ulrichs sostiene il carattere naturale e biologico dell’uranismo, da lui teorizzato come un vero e proprio “terzo sesso” tra il maschile e il femminile, e propone un complesso sistema di classificazione che include lesbiche (urningine) e bisessuali (urningi-dioningi), ma anche tante altre varianti e sfumature con altrettanti improbabili neologismi. Il termine “uranista” riprende il mito di Afrodite Urania (nata dal dio Urano), indicata nel Simposio di Platone come la dea che protegge gli amori omosessuali. Ulrichs si muove per l’intera Germania scrivendo e pubblicando spesso in conflitto con la legge per le proprie parole.

Nel settembre 1865 abbozza le regole di adesione alla prima associazione per i diritti delle persone omosessuali della storia, l’Unione degli Uranisti, che probabilmente non verrà mai alla luce concretamente.

Nel 1867 Berlino impone il Paragrafo 175 contro gli omosessuali, e Ulrichs fa una cosa straordinaria: come magistrato di Hildesheim partecipa ad un congresso di fronte a cinquecento giuristi e avvocati e difende apertamente l’eguaglianza legale degli omosessuali contro la legge liberticida. Le sue richieste vengono zittite dalle grida indignate dei presenti. E’ il 29 agosto 1867. Dopo quell’evento Ulrichs è costretto a trasferirsi a Stoccarda. 

Nel 1869 lo scrittore Karl-Maria Kertbeny conia il termine “omosessuale”, che per varie ragioni storiche e linguistiche soppianta presto il termine “uranista” e la teoria del terzo sesso nella letteratura medico-scientifica. Nel 1880, dopo che il Paragrafo 175 è diventato legge in tutta la Germania ormai unificata, Ulrichs va in esilio in Italia. Muore nel 1895 a L’Aquila, dove ancora oggi avvengono commemorazioni da parte di gruppi LGBT.